LA FRAZIONE DI MADONNUZZA

Nei libri di storia si parlerà della situazione, durante il COVID-19, che si ebbe nel mondo, di quella  in Italia, forse anche di quella della Lombardia e di Milano o Bergamo, ma difficilmente si parlerà della situazione di chi vive nel mio paese. Il mio paese si trova in Sicilia, per giunta nella provincia di Palermo, in una zona di alta montagna e come se non bastasse in una frazione del piccolo comune di Petralia Soprana: la frazione di Madonnuzza.

Seppure, presentandola così, possa sembrare una delle zone più solitarie e disperse del mondo, in realtà in questa piccola frazione, facendo da tramite fra diversi paesi, è sempre caotica!

Allora dove è il punto? Che anche qua, in un luogo così lontano dai cosiddetti focolai, sembra di vivere un’altra vita. Strade vuote e desertiche, saracinesche chiuse, nessuno in giro. Anche i poveri animali randagi sembrano aver sentito la notizia. Forse anch’essi, spaventati dal “nemico invisibile” si sono rifugiati nella speranza che tutto passi.

In casa si cerca di organizzarsi e dividere la giornata nel migliore dei modi, in questo modo, forse, non ci si annoia.

La cosa più frustrante per tutti penso sia l’essere consapevoli che questo incubo non finirà subito. Se si trattasse di una o due settimane non sarebbe un problema, ma sapere di essere di fronte a un qualcosa di ingestibile e preoccupante, dove anche i maggiori esperti sembrano essere in difficoltà, tanto da dover variare provvedimenti di giorno in giorno in base ai nuovi dati, ti fa capire che forse la questione continuerà per mesi, o addirittura anni.

Tuttavia ci atteniamo alle regole e poniamo massima fiducia nelle autorità e negli esperti.

Sarà dura, ne usciremo forse pazzi, ma una cosa è certa, ne usciremo.

 

Gabriele

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