La finestra di fronte.

La finestra della mia cucina dà sulle finestre dell’edificio di fronte.

La distanza piuttosto ravvicinata tra gli edifici è pari alla larghezza del cortile di ingresso.
La mia finestra sta alle finestre di fronte nella proporzione di 1 a 10. Da qui posso osservare in diretta streaming 10 finestre contemporaneamente.

Ho constatato, ormai da qualche giorno, che l’edificio di fronte è per lo più abitato da signore e attaccapanni nascosti dietro le tende.
Delle presenza astratte fino a qualche tempo fa che ultimamente si sono fatte concrete.

Io ed il mio compagno ci ritroviamo in cucina in diversi momenti della giornata a partire dalla colazione, piuttosto che per un break dallo smart working, chi in salone, chi in camera da letto, o per una chiacchiera straordinaria, a prendere un raggio diretto di sole: alla finestra della mia cucina batte il sole tutto il giorno.

E sono momenti reali di incontro in cui ci abbracciamo, ci coccoliamo, ci baciamo. O meglio il mio compagno mi abbraccia, mi coccola, mi bacia; lascio che sia lui, io mi vergogno: le signore di fronte ci guardano come fossero ad uno spettacolo e la loro presenza da reale si fa penetrante.

Alla finestra della mia cucina batte il sole tutto il giorno.

Flaminia Bonifaci

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