Questo periodo non mi fa paura.

È solo nebbia più fitta del solito che nasconde il passato e nasconde anche la strada che abbiamo davanti, come accade del resto ogni giorno qualsiasi.
Bisognava arrivare preparati a questi eventi, perché era inevitabile che la Natura, prima o poi, ci presentasse il conto.
La Natura, o la mente diabolica di qualche essere umano, non importa, così perfetta e così severa che adesso ci costringe ad attingere risorse dove si trovano realmente.
E ci costringe a forza a voltare di nuovo lo sguardo dove da tempo abbiamo dimenticato di fare: ai rapporti con gli altri, alla spiritualità, alla solidarietà, all’aiuto reciproco, alla bellezza di un sorriso e al calore di un abbraccio o di una stretta di mano.

Quanta gioia si è sperimentata in questi giorni nell’aiutare chi è in difficoltà? Quanta gratitudine sentiamo esplodere verso chi opera per la nostra incolumità? Ecco l'”essenziale”.

È tempo di trovare o ritrovare lo scrigno prezioso che ognuno porta dentro di sé.
E aprirlo, e spargere tutto il suo prezioso contenuto senza riserve, perché la sua ricchezza tornerà a noi centuplicata. Solo così la nostra prigionia non sarà stata vana.

Sono sincero, mi piace questo periodo di crisi. Perché crisi vuol dire cambiamento e i cambiamenti mi piacciono e operare un cambiamento era necessario.

È come neve che, cadendo, attutisce i rumori inutili e amplifica ciò che da tempo non riuscivamo o non volevamo più sentire.

Se tutto o molto non sarà più come prima, è perché voglio pensare che sarà migliore. Che acquisiremo un nuovo livello di consapevolezza. Che alla fine di questa dura lezione, saremo saliti di un altro gradino sulla scala della nostra evoluzione.
Le difficoltà, inevitabilmente, sono l’unico sistema per progredire.
Ancora una volta.

Non ho mai corso dietro a mode, a loghi sui miei vestiti, al denaro, alla carriera che non sia passione per il lavoro…Se c’è una cosa che veramente desidero ora, più di prima, è sempre la terra!
Che se anche si dovesse fermare tutto, la nera terra continuerà a far maturare i suoi frutti, continuerà ad alimentarci, a sostenerci, a tutti indistintamente: angeli o diavoli, non le importa.

Vedete fuori la primavera? Non si è fermata affatto, anzi, ora finalmente può tornare a respirare, e respirare forte. Forse non è un caso che per coltivare la terra ci dobbiamo inchinare, dobbiamo prestare ad essa il capo.

Approfittiamone dunque di questo prezioso tempo a disposizione, senza lasciarci prendere dallo sconforto. Anzi, questa è una grande occasione!
È tempo di ritrovare l’essenziale, di riaprire gli occhi dopo tanta oscurità, di riconoscere e liberarci dalle zavorre che per troppo tempo ci hanno impedito di volare, di fare amicizia con noi stessi e riscoprirci magari migliori di quello che abbiamo sempre pensato.

Forza e coraggio, forza e coraggio!

Lorenzo

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