Oggi che giorno è?

Oggi che giorno è?
Una frase che di solito si dice in settimana e raramente nei week end…

CONSIDERAZIONI: non ne ho idea, ogni giorno, 7 su 7, è scandito da appuntamenti precisi ed inderogabili del vicinato, l’Horror Condominio.

Ore 7,55: inizio dei mestieri, bisogna pulire tutto anche sotto al colossale armadio in ghisa spostandolo e rimettendolo a posto facendo cadere le anfore romane in ordine di imperatore.

Ore 9: si inizia a lavorare e fino alle 13 ci sono intervalli di corse di cavalli nei corridoi del piano di sopra, a volte qualcuno si azzoppa e iniziano i nitriti prima della soppressione che puntualmente non avviene perché il giorno dopo conto gli stessi zoccoli infernali gareggiare.

Il pomeriggio scorre abbastanza tranquillo fino alle ore 18:02 precise dove iniziano gli esercizi di zumba per tenersi in forma. All’aumentare della difficoltà dell’esercizio aumenta il volume della comunicazione dei partecipanti (due) e i talloni picchiano sul pavimento poderosamente. Il risultato è una voce femminile acuta che urla ad un operaio con il martello pneumatico che non sente. Fortunatamente la tenuta atletica non consente il superamento della soglia dei 7 minuti di esercizio ma tanto basta per farmi spolverare casa con le palle.

Alle ore 18:30 inizia medley di musica italiana con karaoke intervallato da frasi come “ALEXA ALZA IL VOLUME!” e si alza anche il volume del mio Alexa.
A questo punto la situazione si trasforma in “oltraggio e difesa” lanciando la potenza di fuoco di SkyTG24 e la squadriglia CONTE/FONTANA/BORRELLI/LOCATELLI a livelli di finale mondiale 2006.

Superato il tragico momento dei flashmob, dopo solo 16 ore di quarantena, la nuova moda è la videocall con amico/parente che scatta dopo cena. Naturalmente il concetto atavico della lontananza porta ad alzare la voce per farsi sentire da più distanti, il cellulare è distante 21,3 cm.
Il risultato è un insieme cacofonico di persone che urlano rispondendo a domande che non senti e facendo domande senza sentire risposta.
Tutti alla stessa ora si mettono a fare le videocall.
Sto ancora cercando di capire se il cognato del vicino di casa è riuscito a fare la spesa.

La serata passa velocemente perché soffre della sindrome dello Tsunami.
Piano piano i rumori si attenuano fino a quasi scomparire verso le 00:30 per poi arrivare ad onda sonora di 15 metri a devastare la tranquilla spiaggia della serenità.
Negli anni sono giunto alla conclusione che al piano di sopra esista un poltergeist. Non mi spiego perché una persona viva abbia un motivo per spostare ogni oggetto che poggi sul pavimento di notte.

La chiusura delle attività avviene alle 1:34 di notte con la decisione del poltergeist di andare finalmente a letto, solo che lo fa passando per un impervio ponte a scale di metallo scricchiolante che divide la mia sanità mentale dal rischio di finire in cronaca.

Alle ore 7:55 si ricomincia da capo.

Fabio

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