L’amicizia ai tempi del coronavirus.

Oggi ho deciso di scrivere la mia storia in quarantena, perché forse il Signore Dio che oggi è risorto, mi ha illuminato e mi ha consigliato di scrivere le mie sensazioni, che in questi giorni. sono più evidenti.
Lui che ha sofferto, si è immolato per noi sulla Croce, facendo capire ad ognuno di noi che abbiamo una Croce da portare.
In tanti momenti della vita portiamo la nostra Croce, ma presi dalla routine della vita quotidiana, la ignoriamo, i teologi dicono che la croce viene data a chi la sa portare, forse un discorso troppo profondo, che non accetto così volentieri, mi accorgo che più siamo disponibili a portarla e più ci viene data.
In questa quarantena, ho pensato…ne usciremo diversi…ne ero convinta, ma ancora oggi mi accorgo che le persone non cambiano, chi era buono, anche ora è buono, chi era sincero anche ora lo è, chi era menzognero…anche ora lo è.
Neanche lo spettro del coronavirus, cambia le persone. Purtroppo lo constato con amici stretti e parenti strettissimi. Alla volontà di Dio…dico, ma poi il mio cuore soffre e come fare?
Scrivo la mia storia.

Conoscevo un’amica che sembrava sincera, ho dato tutta me stessa, la mia amicizia, il mio affetto.
Nel tempo ho potuto verificare, che così non era. Poi ho perdonato, pensando che forse ero io esagerata, ci sono stati poi alcuni momenti suoi di malattia che mi hanno fatto pensare che avesse capito e si è dimostrata più amica, ho fatto di tutto, sono stata sincera con lei, le ho voluto bene all’eccesso, ma poi ancora…e ancora.
Ogni volta perdono, ma anche in questi giorni la storia si ripete, non c’è sincerità.
Qualcuno potrebbe dire…ma allora perché non volti pagina, perché non lasci andare. Non è così facile, quando un tuo famigliare frequenta assiduamente la sua casa, anche senza di me in questi giorni, mattina e pomeriggio. Ebbene sì…pur essendoci il divieto di frequentarsi tra amici, che male c’è andare a bere un caffè di due ore al mattino e due ore al pomeriggio.
Parli con lei, cosa vuoi un caffè, 10 minuti (falso).
Io ribadisco, non ci si può frequentare, siamo in quarantena, ma per alcuni, persone fidate…la quarantena non esiste, sembrano i furbi e tu che rispetti tutte le regole…sei fessa, sei tu che ti sei voluta isolare, che vuoi rimanere da sola.
Premetto che io sto bene da sola con me stessa.
In questo momento è quello che dobbiamo fare per rispetto dei medici, degli infermieri, dei nostri figli, nipoti, anziani ecc…se tutti la pensassero così…
Tutti hanno un amico, o un parente o un conoscente con cui vorrebbero stare, ma no, non si può…dico io, quindi la quarantena non verrebbe rispettata.
Che tristezza, ma chissà quanti ragionano così!
Per me è mancanza di rispetto verso il prossimo!
Non si esce di casa, forse perché si ha paura di prendere la multa, perché ci sono i vigili, la polizia, perché si può prendere la multa, non per rispetto verso il prossimo, per non diffondere il Virus!

Questa è la squallida storia di chi crede nell’amicizia, di chi ha sempre creduto nell’amore, di chi spera che dopo la quarantena le persone possano essere diverse, più sincere, più oneste, nonostante tutto ci spero sempre. Chissà!
Se si prega con fede…i miracoli avvengono, non voglio il male di nessuno, vorrei solo che in questa quarantena, le coscienze si risvegliassero e ci fosse una vera rinascita!
Ho appena letto una frase scritta da mia nipote una bambina di 11 anni…Nella vita molte persone ti feriranno, ma tu devi trovare quella per cui vale la pena soffrire.
Le auguro di non avere delusioni nella vita è brutto essere feriti nell’amicizia e nell’amore.

Gabriella

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