A Sasà piacciono i girasoli .

Era venerdì mattina e, pur essendo passati pochi minuti dal suo risveglio, Samuele capì che quella si sarebbe rivelata una pessima giornata:  sua madre era al supermercato e al suo posto sarebbe toccato a Marina  ”scortarlo” in cucina!
Non aveva veri e propri motivi per preferire mamma Lucia a sua sorella, era più che altro una questione di abitudine e la convinzione che non tutti potessero trasmettergli energia positiva alle sette di mattina, specialmente lei, che passava la maggior parte del tempo ad urlargli contro: – Sasà attento a non inciampare! Sasà gira a sinistra! Sasà per piacere non schiacciare il gatto! 

Samuele, pur amando i Lego e pur giocando con le pistole d’acqua come tutti i bambini, è speciale;  infatti quella mattina, in modo che la sorella potesse studiare senza mille preoccupazioni, rimase seduto al tavolo della cucina per quasi due ore.
- Ma secondo te quando potremo tornare ad uscire?  – chiedeva a Marina – Sasà, puoi non interrompermi?  Nerone è il mio preferito! – rispondeva lei, evitando ogni volta la domanda. 

Marina tra tutti era quella che sperava di tornare alla normalità al più presto, alle lunghe passeggiate nel quartiere, al tè delle cinque con la nonna in quel bar di Spaccanapoli, ma soprattutto odiava il fatto che la quarantena tenesse in gabbia Samuele più di quanto la cecità non facesse già. 

Era ormai ora di pranzo e la famiglia Musotti adorava lo stufato di mamma Lucia, soprattutto perché metteva di buon umore tutti quanti, quindi Franco, approfittando della situazione, disse a Samuele che aveva intenzione quel pomeriggio di andargli a raccogliere un girasole, o forse due…ma non bastavano di certo del manzo e delle patate per far dimenticare a Sasà di non poter andarci personalmente!  

Tutti noi abbiamo dovuto rinunciare, per colpa di un virus, a qualcosa della nostra vita e per Sasà quel “qualcosa” era il suo campo di girasoli, l’unica cosa che amasse veramente: un appezzamento di terreno qualche kilometro fuori Napoli.
Che cosa vorrà significare una grande vastità di bei fiori per un bambino che non può vederli?
Quando a Samuele venne fatta questa domanda in classe rispose: - È grazie a mia mamma se so di che colore sono i girasoli ed è lei che mi ha spiegato che si girano, prima di fiorire, verso il sole. È per questo che li amo! Ogni volta che papà mi ci porta posso sentire il calore del sole sul mio viso, il bello, però, è che toccandoli posso capire la direzione dei raggi… sembra quasi di vederli! 

Anche quel venerdì aveva scelto di passare il pomeriggio su Youtube ad ascoltare le colonne sonore dei suoi cartoni animati preferiti, divertendosi ad immaginare combattimenti tra alieni mutanti, fino a quando sua sorella non entrò in camera costringendolo ad ascoltare la storia romana per l’ennesima volta. Quella sera andò a dormire di cattivo umore, un po’ per colpa del papà, ma specialmente per colpa di Marina che gli aveva messo in testa tutte quelle guerre, pur sapendo che Sasà odia quelle sulla Terra. 

È ormai passato un mese dal quel giorno e stamattina sarà mamma Lucia a svegliare Samuele, perché tanto la spesa, da oggi in poi, si farà senza aspettare ore in fila. Decide di preparare i pancakes che lui ama tanto e qualche spuntino per il pomeriggio, poi di fretta sale le scale, bussa, entra, una carezza e – Sasà i girasoli! – .

Noemi

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