Stare a casa, non è così male.

Oggi, avendo un giorno libero, ho pensato di sfruttarlo per le commissioni inevitabili e la mattina è trascorsa facendo una serie di file infinite: fila in farmacia, fila al supermercato, ma il top si è raggiunto con la fila alla POSTA.
Dopo aver schivato una serie di risse tra anziani alla ricerca della pensione perduta, accollamenti vari di espertissimi virologi, capito in fila tra una silenziosa ragazza ed una signora ispanica che per comodità chiameremo Aserè, come il famoso ritornello delle Las Ketchup, poiché quando parlava 10 parole erano in spagnolo ed una in italiano e io l’unica cosa che riuscivo a pensare era “miralochesiavvicinalallavueltadelleschinaviene DIEGO RUMBEANDO”.
Questo perché la simpatica signora aveva deciso che in quell’ora e mezza di fila non ci sarebbero stati santi, doveva rompere i coglioni a tutti lamentandosi della qualunque.
La ignoro e continuo a canticchiare in mente la canzone, mi perdo nei miei pensieri e mi appoggio ad una vettura nell’attesa.
Ovviamente, tempo due minuti ed arriva il proprietario che, non so se era infastidito dalle mie natiche sulla portiera o era un’ironia milanese che ancora stento a capire, mi chiede “Vuole un caffè o è apposto?”, io presa contropiede rispondo in tutta sincerità “Mah un caffè volentieri visto che sono in coda da un’ora”, lui ride e se ne va…ma io il caffè lo volevo davvero…

Vabbè comunque sono quasi arrivata all’ingresso della posta e succede…arriva un vecchino invalido, che sarà perché non ho mai avuto un nonno, in automatico diventa MIO nonno, chiede cortesemente di passare e ottenendo il benestare generale tranne quello di ASERE’!
Tutti cercano di metterla a tacere ed io nella mia testa mi ripeto “Vale dai stai zitta, vedi ci stanno pensando gli altri, dai fatti i cazzi tuoi…distraiti, pensa alle nuvole, si vedi le nuvole..pioverà…miralochesiavvic…” non ce la faccio, in 3 2 1 mi si gonfia la vena in fronte e si allargano le narici, diventando il solito drago e “MA CAZZO signora non vede che non ce la fa a camminare?! Cosa le cambiano 2 minuti in più di fila?! Che poi fosse per me farei passare anche lei davanti perché, non voglio essere scortese eh, ma è stata capace di rompere i coglioni a tutti e 40 i presenti in fila!”

Eh niente, la ragazza silenziosa è diventata ufficialmente muta e Aserè mi lancia una serie di accuse in spagnolo che intendo benissimo ma trasformo in benedizioni per il mio futuro. Alla fine tutti si preoccupano di quando potremo uscire, ma io, in mezza giornata tra gli esseri umani, ho concluso che forse stare a casa non è così male…

Valentina

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