So che sto per dire una cosa alquanto assurda.

Ma rimpiango l’isolamento, il torpore dello stare a casa senza sensi di colpa,  per la prima volta mi veniva imposto di fermarmi, pur avendo lavorato sempre  in smart working, avendo perso ben due volte il lavoro durante la pandemia.

Il primo un rapporto venticinquennale  e il secondo appena iniziato ma dopo un mese finito a causa del covid. Ora mi è rimasto un lavoro da completare e al momento non ho nulla per il futuro, eppure regna in me una calma piatta,  non ho altri redditi, niente liquidazione essendo autonoma e siamo io e mia figlia minorenne.

Non mi spiego questo stato d’animo cosi distaccato dal problema, quando non sento altro che persone giustamente disperate non solo per la situazione tragica nella quale ci troviamo ma in primis per la paura del domani. Non so quale possa essere l’atteggiamento piu’ giusto, non sono mai stata una superficiale, anzi, mi rendo solo conto che dilaga una lamentela ed un incolpare per forza qualcuno e qualcosa, ma con chi ce la vogliamo prendere per questo Virus se non con noi stessi?

La cosa che invece mi ha lasciata davvero delusa è il rendermi conto che tutto il dolore, le perdite e i sacrifici non sono serviti a nulla, nulla è cambiato negli esseri umani, mi spiace dirlo ma temo che sia cosi.

Alessandra

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